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Tiny House: chi ha detto che grande è meglio?

Storia di un movimento e della sua (semplice) filosofia di vita.

Chi l’ha detto che grande è meglio? Già da alcuni anni abbiamo assistito al dilagare del fenomeno delle Tiny House. Se dovessimo riassumere il Tiny Trend in poche parole, potremmo dire che si tratta di ripensare gli spazi in funzione di una vita più semplice. E questo non significa affatto rinunciare al lusso. 

La storia delle Tiny House è considerevolmente lunga. Così tanto che, a detta dei suoi fondatori, i suoi primi esempi risalgono agli insediamenti umani nelle caverne. Parlando di storia più recente, invece, uno dei primissimi a scrivere riguardo la bellezza del vivere bene con poco fu Henry David Thoreau. Nel 1845, infatti, venne pubblicato il suo libro Walden, in cui descriveva la propria esperienza di soggiorno, durata più di due anni, in una cabina di circa 14 metri quadri accanto ad uno stagno a Concord, nel Massachusetts. 

Una replica della cabina di Henry David Thoreau vicino a Walden Pond
Una replica della cabina di Henry David Thoreau vicino a Walden Pond, nel Massachusetts, vicino a una statua dell’autore. Foto via Wikipedia

Negli anni ’70 e ’80 iniziarono a proliferare diversi libri che descrivevano la vita all’interno e la progettazione delle piccole abitazioni, ma ancora non si parlava di un vero e proprio movimento. Una svolta si ebbe nel 1998, quando venne pubblicato il libro The Not So Big House: A Blueprint for the Way We Live dell’architetto inglese Sarah Susanka. In sintesi, Susanka chiedeva di pensare alla qualità piuttosto che alla quantità, massimizzando, in senso progettuale, spazi più piccoli invece di acquistare case più grandi. 

A Jay Shafer si deve, invece, la realizzazione delle Tiny House su ruote. Egli costruì la sua prima piccola casa di 10 metri quadri nel 1999, dove visse per 5 anni. L’abitazione cominciò a godere di una certa fama grazie alla pubblicazione di un articolo che introduceva il tiny house lifestyle sul giornale americano Des Moines Register. 

Un tour all’interno della Tiny House firmata da Jay Shafer

All’inizio del nuovo millennio, Shafer si consacrò come uno dei primi progettisti e realizzatori di minicase, entrando di fatto a far parte dello Small House Movement. Nulla in America avviene senza passare prima per il grande schermo e il battesimo di Shafer arrivò nel 2007, quando venne invitato nello show di Oprah Winfrey. Un’occasione d’oro in cui poté mostrare gli interni della sua famosa piccola casa e dare maggior slancio al movimento.

A partire dagli anni ’70, ma soprattutto negli anni ’90, gli appassionati di Tiny Homes hanno scritto libri e blog per divulgare il loro nuovo stile di vita, ma anche fondato aziende di progettazione e costruzione. Nonostante i loro sforzi, l’evento che consacrò definitivamente queste piccole case al mondo fu la crisi immobiliare che ebbe inizio negli Stati Uniti nel 2006 per poi finire, con un risvolto negativo globale, nel 2009. In questo modo, quella che fino a qualche anno prima veniva vista come una scelta originale, divenne un’alternativa, alle volte necessaria, ai modelli abitativi costruiti in maniera tradizionale.

A cabin sulle sponde di un lago
Photo by Clay Banks on Unsplash

Spesso sperimentali, ma sempre estremamente funzionali e progettate per il benessere dei suoi abitanti, oggi le Tiny House rappresentano una scelta di vita moderna che rispecchia sensibilità verso la natura e attenzione ai temi della bioedilizia – termine che significa edificare abbattendo drasticamente l’impatto sull’ambiente e utilizzare materiali eco sostenibili riducendo il consumo delle energie non rinnovabili.

Spesso il legno è il protagonista di queste casee non solo nelle zone di montagna. Questo materiale rimane il più diffuso per la semplicità d’installazione e lavorazione, in più è facile da trasportare e garantisce caratteristiche di resistenza ottimali.

Altro attore principale è il design, inteso come progetto capace di combinare estetica, etica e prestazioni. In questo senso si tratta della capacità di chi progetta queste piccole abitazioni di saper coniugare comfort e funzionalità in ogni singolo centimetro a disposizione. 

Se progettare la pianta di una minicasa è semplice, poiché, la maggiorate delle volte, basta seguire il contorno del suo rimorchio, la parte complicata sta nel preservare lo spazio senza dover rinunciare al comfort e all’estetica.


Articolo originariamente scritto per la rubrica Tiny Trends per la swiss media company The Mansionist.


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