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Tiny House: aVoid, il primo progetto italiano

Le Tiny House stanno diventando sempre più di moda grazie ad alcuni programmi televisivi che ne descrivono la versatilità. Una realtà proveniente dall’America ma che sta raggiungendo anche l’Italia con entusiasmo. Oggi ti parlo del primo progetto di Tiny House completamente italiano.

Foto: CountryLiving – 70 Impressive Tiny Houses That Maximize Function and Style

 

Le tiny house, o micro case, sono un fenomeno sempre più in aumento. Si tratta di un’idea che parte dall’America: la maggior parte delle persone che scelgono di cambiare vita ed abitare un ambiente più ristretto, sono spinte dalla possibilità di potersi spostare in tutto il Paese senza rinunciare al confort di essere sempre a casa. Gli ambienti hanno pochissimi metri quadri a disposizione e presentano delle accortezze progettuali studiate al millimetro per non sprecare lo spazio.

Foto: CountryLiving – 70 Impressive Tiny Houses That Maximize Function and Style

 

Durante la scorsa edizione dell’evento Open House di Roma, svoltosi il 12 e 13 maggio, ho avuto l’opportunità di vederne una da vicino. Si tratta di una mini casa, aVoid, progettata da una ragazzo italiano.

aVoid, la tiny house su ruote di Leonardo Di Chiara all’interno del cortile del museo MAXXI di Roma durante l’evento Open House 2018

Il caso aVoid

Leonardo Di Chiara è un giovanissimo architetto e ingegnere italiano che ha fatto della sua aVoid una vera e propria missione. La sua voglia di non rimanere ancorato ad una sola città, ma di potersi spostare a proprio piacimento, lo ha spinto a progettare questo ambiente di 9 mq dove lui stesso vive.

L’ingresso di aVoid è stato previsto sul lato corto della struttura. Le grandi finestre permettono di filtrare la luce e riscaldare l’abitazione durante l’inverno

 

Il progetto

Si tratta di un progetto ambizioso che comprende il creare un modello di quartiere urbano migratorio su ruote che si possa spostare facilmente e in aree inutilizzate, rigenerandole. La giusta risposta sia al profondo cambiamento del lavoro che ha generato la necessità di spostarsi maggiormente, che a situazioni di emergenza come per esempio le aree distrutte da fenomeni naturali catastrofici.

Il significato di aVoid è “un vuoto” e in questa foto si comprende l’intento del suo progettista / abitante

 

Gli interni

Io stessa sono riuscita ad entrare in questa abitazione e ne sono rimasta piacevolmente stupita della sua funzionalità. aVoid a prima vista è un “vuoto” — questa è la sua traduzione dalla lingua inglese — alto 4 metri, lungo 5 e largo 2 circa. La cucina è provvista della cappa e di un piano in acciaio che nasconde il lavello, realizzato a scomparsa. Il tavolo dispone di quattro sedute, due sul divano/letto ed altre due sedie sono incassate ad un muro. Una scala porta al terrazzo, mentre affianco alla sua apertura c’è posto per una piccola serra. Da un lato una grande vetrata illumina l’angolo studio con un divano che si trasforma in un confortevole letto. Dall’altro lato, la micro-casa è illuminata da grandi vetrate che rendono possibile l’apertura totale dello spazio.

Particolari della cucina e della piccola serra ricreata proprio sopra di essa

 

I materiali

La casa è interamente realizzata in legno con un compensato marino in okumè, che garantisce ottime prestazioni di resistenza. Il telaio è ancorato a un rimorchio in acciaio dotato di quattro ruote. Se inizialmente la casa appare come un vuoto grigio, una volta modulati ed aperti i diversi ambienti aVoid assume il colore caldo del legno utilizzato per gli interni dei rivestimenti.

I particolari di aVoid emergono una volta che la casa viene aperta e modulata: bellissimo il contrasto della “tela bianca” con gli interni in legno celati da pannelli e cassetti.

 

Curiosità

aVoid ha un animo green, ideale per rimanere autosufficienti in qualsiasi situazione. Per il riscaldamento dello spazio interno la casa sfrutta l’energia solare con un funzionamento ispirato a quello delle serre. La doppia vetrata garantisce l’ingresso dei raggi solari facendo aumentare la temperatura della casa. La caratteristica mobile della piccola unità abitativa permette di variare l’esposizione nelle stagioni estive sfruttando la ventilazione naturale per il raffrescamento. Sono state impiegate vernici “bio”, realizzate con sostanze vegetali di scarto. La casa è protetta dagli agenti atmosferici da una barriera in tessuto resistente alle piogge e dal rivestimento in lamiera in acciaio inox. Quest’ultima è stata studiata per convogliare lo scolo dell’acqua piovana in punti di raccolta, per essere riutilizzata, dopo un processo di purificazione, per gli usi domestici.

Leonardo Di Chiara apre il letto/divano della sua tiny house

 

Conclusioni

Il progetto aVoid solleva diverse domande, tra cui la più importante è l’inadeguatezza delle normative vigenti nel nostro Paese: in Italia non è possibile avere una residenza “mobile” e in sostanza una Tiny House viene considerata come un caravan¹.
Ad ogni modo il progetto di Leonardo Di Chiara è realizzabile al costo di 50,000 € ed è il frutto di una collaborazione con diversi imprenditori che hanno donato le loro tecnologie più avanzate alla realizzazione di aVoid; un vero e proprio esempio di crowdfunding.

Una vista dall’alto che permette di concepire gli ingombri degli spazi una volta aperto il tavolo ed il letto/divano.

 

Anche a te piacerebbe poter sperimentare la vita in una tiny house? Sicuramente sarebbe un buon modo per comprendere quali sono le necessità reali.

 

Note:

¹ Nel decreto del Fare un mini-comma apre a camper e prefabbricati. Il decreto legge “del Fare” è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale e convertito in legge il 20 agosto 2013. L’intento della legge è quello di semplificare il panorama fiscale e lavorativo così da rilanciare l’economia. Ma tra le diverse disposizioni ce n’è una di carattere ambientale che riguarda «l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, che siano utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e che non siano diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee». Si aggiunge, nel comma 4 dell’articolo 41, un’altra dicitura che «significa che si potranno realizzare case mobili o mobile house anche in aree vincolate paesaggisticamente e di pregio naturalistico, senza permesso di costruire».
Fonte: Tiny House Italia

 

ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

Leonardo Di Chiara – aVoid tiny house

Corriere della Sera – Ambienti mobili e arredi a scomparsa per vivere in 9 mq più terrazzo

Il Sole 24 Ore – La casa con le ruote dell’architetto marchigiano al museo di Berlino

House Mag.it – Tiny House: case piccole per vivere in grande

 

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