La resina

Se in passato veniva usata soprattutto per le pavimentazioni industriali, oggi la resina viene impiegata anche per l’edilizia residenziale grazie anche alla sua grande versatilità. Come e dove questo materiale riesce ad essere sfruttato al meglio.

La definizione di “resina” riguarda la denominazione generica di prodotti organici naturali o sintetici caratterizzati dal possedere più o meno spiccate proprietà plastiche. Mentre le resine naturali vengono usate per la fabbricazione di materiali isolanti, vernici o saponi, le resine artificiali sono sostanze plastiche ottenute per polimerizzazione o policondensazione, o presenti come tali in natura e rese plastiche attraverso opportuni trattamenti chimici.

La resina si presta maggiormente negli spazi open space e con un arredamento contemporaneo. ArchiTrek – Foto: Houzz

In generale possiamo dividere le resine secondo la miscela di base: a solvente o ad acqua. Le resine a base solvente possiedono il caratteristico odore delle vernici, mentre quelle a base d’acqua sono inodore; entrambe le qualità sono pericolose in egual misura, al contrario di quello che si potrebbe pensare.

I pavimenti in resina si ottengono mediante l’utilizzo di miscele di silicati inorganici naturali, l’aggiunta di inerti speciali aventi diversa durezza, granulometria e da altri elementi che variano a seconda del campo di applicazione e del grado di finitura che si desidera raggiungere.

Un ambiente-involucro monocromatico si presta bene ad arredi dal carattere spiccato. KuDa Photography – Foto: Houzz
Resine Epossidiche

Presentano buone proprietà meccaniche, buona resistenza chimica, basso ritiro e ottima adesività.
Trovano largo impiego come collanti su calcestruzzi, metalli, legno; per additivazione di malte e calcestruzzi, vengono utilizzate come sigillanti, per rinzaffi resistenti agli attacchi chimici, come impregnanti, come manti per pavimentazioni.

Resine Poliuretaniche

Presentano buone proprietà meccaniche, buona resistenza chimica, basso ritiro, buona adesività.
Caricate con additivi assumono la proprietà di espandersi (poliuretano espanso) determinando elevata coibentazione; sono utilizzate come sigillanti, rivestimenti e incamiciature, per rinzaffi resistenti agli agenti chimici, come impregnanti, collanti e manti per pavimentazioni.

Tra le due, quella più comunemente impiegata nell’edilizia per realizzare pavimentazioni, è la resina epossidica.

Nello stile industrial, la resina è un must. FFWD Arquitectes – Foto: Houzz

A differenza degli altri tipi di pavimentazione, come le mattonelle per le ceramiche o i listelli per il parquet, la resina viene direttamente stesa e livellata sul sottofondo in cemento accuratamente preparato. Proprio per questo non presenta continui giunti e fughe. Lo spessore medio che si raggiunge è di 3-4 millimetri, evitando così onerosi lavori di raccordo e rettifica di infissi e porte. La maggior parte dei prodotti in commercio sono quasi tutti autolivellanti e si distribuiscono in maniera uniforme sulle superfici.

L’uso della resina permette anche l’integrazione di altri materiali come il parquet, per un effetto originale. BLAARCHITETTURA – Foto: Houzz

Per la resina anche le tempistiche sono inferiori, infatti alcuni prodotti sono pedonabili già il giorno successivo alla messa in opera – anche se la massima resistenza alla compressione e al graffio si raggiungono tra i 3 ed i 7 giorni. Ma la resina è anche il materiale più personalizzabile: oltre ai vari tipi di finiture (ruvide, lisce, lucide, satinate e opache) è possibile l’integrazione di inserti oltre ad una vasta gamma di colorazioni: infatti non esiste un pavimento in resina uguale ad un altro.

Un esempio dell’estrema personalizzazione della resina, anche come rivestimento a parete. V&V srl – Foto: Houzz

Le alterazioni fisico-chimiche nelle resine si manifestano attraverso una progressiva perdita di plasticità, elasticità e resistenza, con conseguente aumento della fragilità. Le condizioni che favoriscono il degrado sono:

• Ripetuta alternanza di temperatura, determina variazioni nelle caratteristiche plasto-elastiche e dimensionali innescando uno stato di fatica nel materiale;

• Lunga ripetuta permanenza alle basse temperature, al di sotto di 0°C scompaiono totalmente la plasticità e l’elasticità, si accentua la fragilità; con il ritorno a temperature superiori il recupero è incompleto;

• Prolungata esposizione ai raggi solari, che provoca alterazioni nei colori.

Arredamento contemporaneo, scala in metallo e open space, con una resina in grigio chiaro a fare da sottofondo. Trilogy Cabinets & Design – Foto: Houzz
Vedi anche: Stile Industrial

 

ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

Treccani: resina

Wikipedia: Pavimento in resina

Lavoriincasa.it: Pavimenti in resina, prezzi, pregi e difetti

Classificazione resine plastiche utilizzate in edilizia

Aire: Domande e risposte sull’utilizzo della resina

 

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