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Il legno e le sue proprietà

Naturale, caldo, resistente, flessibile e versatile, sono solo alcuni degli aggettivi riconducibili al legno. I suoi utilizzi sono molteplici, ma fino a che punto conosciamo questo materiale?

Dal programma “Pazzi per il Legno” ai numerosi video e foto che girano sul web, il legno sembra aver riconquistato un ruolo fondamentale nelle piccole e grandi lavorazioni.

 

Cominciando dalle nozioni base, il legno è il tessuto vegetale che costituisce il fusto delle piante aventi crescita secondaria (come l’albero, l’arbusto, la liana ed alcune erbe). I legni hanno proprietà meccaniche assolutamente diverse in base anche alle condizioni meteorologiche del luogo in cui crescono: le piante che nascono in zone siccitose hanno spesso legni durissimi, mentre quelle che vivono in substrati ricchi d’umidità hanno legni particolarmente soffici.

 

Taiga siberiana a confronto con la foresta amazzonica.

Sezioni

Per effettuare un qualsiasi tipo di analisi su un elemento in legno è indispensabile conoscere il suo orientamento nello spazio, secondo i tre assi cartesiani ortogonali con cui si individuano le sezioni anatomiche fondamentali:

Le diverse sezioni e le parti costituenti il tronco; la struttura del legno si presenta in modo diverso in ognuno dei 3 piani.
  • sezione trasversale (T) : si identifica con qualunque piano perpendicolare all’asse verticale del tronco dell’albero;
  • sezione longitudinale radiale (LR) : qualunque piano perpendicolare alla sezione trasversale e passante per il centro del fusto: si ottiene sezionandolo lungo un piano che ne attraversa il midollo;
  • sezione longitudinale tangenziale (LT):  qualunque piano perpendicolare alla sezione trasversale, ma non passante per il centro del tronco; si ottiene sezionando quest’ultimo con un piano tangente agli anelli di accrescimento.

La sezione trasversale di un fusto sufficientemente vecchio presenta due zone concentriche che possono essere più o meno marcatamente distinte:

alburno: la zona della sezione che ha funzione di trasporto dei liquidi, è la parte più periferica;
durame: è la parte più interna del fusto, ha solo funzioni meccaniche di sostegno;  può essere di colore diverso rispetto all’alburno.

Particolare degli anelli in una sezione trasversale del tronco.

Anelli

I tessuti del tronco formati durante un anno solare ne costituiscono l’accrescimento in quel dato periodo di tempo: essi circondano e ricoprono il fusto preesistente. Nelle specie che vivono in zone temperate tale accrescimento si svolge in maniera differente nel corso dell’anno: più accelerato nel periodo di attività vegetativa esaltata (primavera), più lento nel periodo di attività vegetativa rallentata (estate).

  • legno primaticcio : prodotto durante il periodo primaverile: è caratterizzato da cellule a parete sottile e lume ampio, risultando così più leggero e poroso;
  • legno tardivo:  prodotto durante il periodo estivo: è caratterizzato da cellule a parete spessa e lume sottile, risultando così più pesante e compatto.

Le specie che vivono in zone temperate normalmente producono un anello all’anno, mentre quelle tropicali possono non presentare anelli di crescita distinti, o far corrispondere ogni anello ad alternanze di periodi umidi e secchi.

Venature a confronto nelle sezioni longitudinali e radiali (dall’alto verso il basso): larice (conifera), castagno (latifoglia a venatura evidente), faggio (latifoglia a venatura non evidente).

Venature

I segni tipici del legno, detti venature, sono dovuti alla particolare struttura di questo materiale; esse indicano l’alternanza delle zone a legno primaticcio e a legno tardivo, come appare nelle sezioni radiali:

  • Conifere la venatura è data dall’alternanza di strisce parallele chiare e scure;
  • Latifoglie a venatura evidente, la venatura è data dall’alternanza di strisce parallele compatte e solcate (latifoglie con porosità ad anello: Castagno, Querce, Frassino, Olmo);
  • Latifoglie a venatura non evidente, la venatura non è evidente a causa della non differenziazione degli anelli di accrescimento (latifoglie con porosità diffusa: Carpini, Pioppi, Eucalipti, Faggio).

La venatura, inoltre, appare in modo diverso nelle due sezioni longitudinali determinandone l’ampiezza e il ritmo: venatura parallela nelle sezioni radiali e venatura ondulata nelle sezioni tangenziali.

Colorazioni

Le variazioni dl colore del legno, che si producono con l’esposizione all’aria e l’invecchiamento, sono determinate dall’ossidazione e dalla degradazione fotochimica (radiazioni ultraviolette) degli estrattivi e della lignina.

Variazioni di colore possono anche essere indotte artificialmente mediante:

  • Vaporizzazione (es. colore rossastro del Faggio, utilizzata per eliminare le differenze cromatiche dovute al cuore rosso);
  • Fumigazione con gas ammoniacali (es. inscurimento della Rovere, colore verdognolo della Betulla);
  • Trattamento con prodotti alcalini (es. colore più rosso del Ciliegio, colore più scuro del Noce e del Larice).

Sapere tutto questo è estremamente utile per noi progettisti, in quanto scegliere il giusto tipo di legno può condizionare la riuscita di un qualsiasi progetto: preferirne un tipo piuttosto che un altro, o, ancora, sapere che ne esistono diversi tagli, è fondamentale nel momento in cui stiamo costruendo un mobile o stiamo montando un parquet, in quanto ne determinerà lo stile.

 

ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

http://www.treccani.it/enciclopedia/legno/

http://www.tuttolegno.eu/informazioni.html

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